Luigi

Versione in ricostruzione

Category: Brevi (page 1 of 2)

Brevi

Il primo venerdì

La scorsa settimana c’è stato il primo venerdì del 2018. Non il primo in senso stretto, ma il primo “standard”.
Non è stato affatto piacevole.
Continue reading

Urlare

Dirigersi, soli, in silenzio, lontano. Dove, non fa differenza, l’importante è che sia veramente lontano. Lontano da tutti, lontano da ogni forma di vita, lontano dagli amici, dai parenti, dai rompicoglioni, dai passanti. Lontano.
In mezzo ad un campo, o tra i sentieri tutti uguali di un bosco sconosciuto, dentro gli scavi di un cantiere deserto, o sulla cima di un monte, da cui poter guardare con distacco il resto del mondo, perché in quel momento il resto del mondo non conta niente.
Immergersi nei pensieri, soli, seguire il filo di ogni ragionamento, raggiungere il nodo in cui si intreccia col prossimo e ripartire da capo. E così, ancora e ancora, sapendo che non c’è via di fuga da quel labirinto di pensieri, consapevoli che la soluzione non può trovarsi in nessuno di quegli intrecci, su nessuno di quei fili, e quasi certamente neanche nell’insieme di quella confusione di nodi. Ricominciare da capo, raggiungere la stessa conclusione, e provarci lo stesso ancora, fino allo sfinimento.

Raggiungere lo sfinimento.
Continue reading

Specialità

Non fatevi ingannare dal titolo, non c’entra niente il cibo. Stavo pigramente cercando delle scuse per non studiare, perchè nonostante so sappia(si ringrazia Valefatina per la bacchettata sulle nocche) di doverlo fare (ed anche tanto) la voglia di studiare è bassa come mai fino ad ora. Forse dipende dal fatto che sono quasi due anni ormai che non mi prendo una vacanza dallo studio, ma non sono qui per parlare di questo. Dicevo, stavo cercando delle scuse per non studiare, e la mia scusa preferita per perdere tempo è Twitter e mi è capitato di leggere questo tweet…

Continue reading

Precisazioni

Seguono alcune doverose precisazioni riguardo il precedente articolo.

Continue reading

Riflessioni troppo brevi per un post e troppo lunghe per un tweet

Rimettevo a posto un po’ di cose questa sera e mi sono reso conto di una cosa buffa.
Ho due Moleskine, in uno conservo cartoline e biglietti d’auguri di persone che sono (o sono state) importanti per me. Ci sono un paio di biglietti di treni o di musei e simili, biglietti di auguri di amici e parenti, tutte (o quasi) le cartoline ricevute dalle superiori in avanti, qualche disegno ed in generale, bei ricordi.
L’altro Moleskine l’ho comprato circa tre anni fa, e l’ho chiamato “libro nero del rancore”. Ho deciso di comprarlo quando mi sono reso conto che se mi fossi ricordato tutto quello che le persone che conosco mi hanno fatto di male, probabilmente avrei evitato di riallacciare i rapporti con molte di esse, evitando nel contempo il rischio di farmi ferire di nuovo da esse in futuro. E visto che, a quanto pare, la mia memoria aveva iniziato a dimeticarsi qualcuno di quei brutti episodi in seguito ai quali avevo smesso di frequentare queste persone, ho deciso di comprare questo piccolo Moleskine per segnare nomi ed eventi, in ordine alfabetico, da consultare tutte le volte che mi fossi dimenticato del male subito.
Già la storia è buffa così, ma in realtà non è finita.
Dopo aver inserito l’ultima cartolina nel primo Moleskine, mi sono reso conto che il secondo è ancora vuoto.

Non sono poi così inflessibile come vorrei.

Breve storia della mia vita

Un giorno nacqui.
Non è che me lo ricordi granchè bene, ed è strano perchè di solito ho una buona memoria.
Per esempio… Uhm… Non ricordo cos’avrei voluto dire adesso…
Non importa, comunque poi sono successe un sacco di cose, ma a fare le somme non saprei se sono state più quelle belle o quelle brutte.
Ho fatto sempre un sacco di piani, e non ce n’è stato mai uno che sia andato a finire come avevo previsto. Questo mi ha insegnato che devo prevedere meglio quando faccio i miei piani.
Ho avuto un sacco di soddisfazioni, e di solito è stato merito mio. E ho avuto anche un sacco di delusioni, e di solito è stato merito degli altri.
E mo’ vediamo come andremo a finire.

Vite senza schienali

Spero che Steve Jobs mi perdoni se gli prendo in prestito la metafora.

Continue reading

Sopravvivenza

Quale miglior modo di passare il sabato sera, se non scrivendo qualcosa sul blog?

Era ironico, eh.

Continue reading

Un terno al lotto

Sabato mattina. Ore 9:13. Stazione ferroviaria.
Che fine ho fatto? E cosa ci faccio in un posto come questo il sabato mattina?

Forse vi ricordate di me, ero solito scrivere cose su questo sito. Non si trattava sempre di cose allegre, ma ultimamente non avevo niente di troppo deprinente da comunicare al mondo.
Ora sto andando a studiare coi miei colleghi duri come il metallo, per preparare l’esame parziale di fisica di lunedì, e questa volta sono seriamente preoccupato.
Non mi sono mai trovato ad un’interrogazione o ad un compito senza essere pronto, così come non ho mai tentato un esame senza averci passato sopra tempo sufficiente a sentirmi preparato.
Questa volta è diverso: la sparizione del tempo di cui scrivevo sul treno solo qualche giorno fa, ha seriamente compromesso la sessione di studio. Questa volta ho un solo fine settimana per studiare fisica da zero. Ho degli ottimi tutor, ma ciò non toglie che il tempo a disposizione sia molto risicato. Non si può studiare mezzo programma in due giorni, ne sono perfettamente cosciente, quindi l’obiettivo di questa sessione di studio non sarà capire la fisica, ma allenarsi a fare gli esercizi per passare l’esame.
Non è la cosa giusta da fare, ma considerando il mio interesse verso la materia prossimo allo zero, il modo di spiegare del professore, e la scarsità di tempo a disposizione, è l’unica situazione praticabile.
In fondo mi piace risolvere problemi, ed una volta che ho tra le mani i pezzi che mi servono, un modo per rimetterli insieme lo trovo. In questo caso però mi manca una vagonata di formule necessarie per risolvere i problemi. Alcune, molto poche, possono essere ricavate con un po’ di ragionamento, ma le altre bisogna saperle, e non c’è abbastanza tempo per impararle.
Lunedì dovrò fare quindi affidamento sullo spazio libero sul retro della calcolatrice scientifica, dove piazzerò quante più formule possibile.
Questo significa che nel caso fossi per qualche motivo impossibilitato ad utilizzare il suddetto formulario, difficilmente riuscirei a prendere più di due punti. Che sono un po’ pochini.
Diciamo che questa volta dovrò affidarmi ciecamente alla mia buona stella. Non posso lamentarmi del suo operato complessivamente, ma non so se sia abbastanza preparata da reggere un intero compito e farmelo superare con un qualunque voto.
Si si, proprio qualunque. Si tratterebbe davvero di culo stratosferico anche un 15 risicato, quindi non mi permetterei mai di fare lo schizzinoso.

In fondo, sarebbe come fare un terno al lotto, e non andare a ritirare la vincita.

[Articolo pubblicato in ritardo, per mancanza di tempo]

Older posts

© 2019 Luigi

Theme by Anders NorenUp ↑