Luigi

Versione in ricostruzione

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La notte delle magre consolazioni – Seconda parte

Ti avevo mentito: non sarebbero stati dieci minuti. A mia parziale discolpa, non sapevo quanti sarebbero stati quando te li ho chiesti la prima volta, quindi ho preferito andare sul sicuro. Non sapevo che in realtà mi sarebbero bastati appena tre minuti e mezzo. Cinque, a voler essere fiscali, se includiamo le mie parole di preparazione di poco prima.

Spero che tu possa perdonare l’unica bugia che ti ho raccontato.

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La notte delle magre consolazioni – Prima parte

Aspettavo questo momento da così tanto tempo, che non riuscivo neanche a credere che stesse succedendo veramente. Non mi sembrava davvero possibile, un tale colpo di fortuna come non ne capitano molti nella vita. A me poi, che avevo già avuto l’incredibile fortuna di averne uno, una volta. Inaspettato, non richiesto, infinitamente molto più desiderato del primo, sognato, per notti e notti di seguito. La cosa che ho più desiderato nell’ultimo anno e mezzo, quella per cui credevo avrei dovuto lottare, invece mi si è presentata così, spontaneamente.

È stato tutto così bello, così terribile, così simile a come l’avevo immaginato, così lontano dalle mie aspettative, così potente, così difficile da sopportare. Una disfatta senza uguali, una vittoria trionfante, una sconfitta debilitante. Senza dubbio una delle emozioni più forti che abbia mai provato, una che mi ha tolto il sonno per giorni e che mi continua a turbare da settimane.

E pensare che erano solo dieci miserabili inutili minuti.

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Protetto: Non è colpa tua

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Protetto: Non puoi farci niente

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Le cose che non ti ho detto

E:
Immagino che tu ce l’abbia con me, non ti biasimo

E:
Però, sappi che mi dispiace

E:
Tanto

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Urlare

Dirigersi, soli, in silenzio, lontano. Dove, non fa differenza, l’importante è che sia veramente lontano. Lontano da tutti, lontano da ogni forma di vita, lontano dagli amici, dai parenti, dai rompicoglioni, dai passanti. Lontano.
In mezzo ad un campo, o tra i sentieri tutti uguali di un bosco sconosciuto, dentro gli scavi di un cantiere deserto, o sulla cima di un monte, da cui poter guardare con distacco il resto del mondo, perché in quel momento il resto del mondo non conta niente.
Immergersi nei pensieri, soli, seguire il filo di ogni ragionamento, raggiungere il nodo in cui si intreccia col prossimo e ripartire da capo. E così, ancora e ancora, sapendo che non c’è via di fuga da quel labirinto di pensieri, consapevoli che la soluzione non può trovarsi in nessuno di quegli intrecci, su nessuno di quei fili, e quasi certamente neanche nell’insieme di quella confusione di nodi. Ricominciare da capo, raggiungere la stessa conclusione, e provarci lo stesso ancora, fino allo sfinimento.

Raggiungere lo sfinimento.
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Il treno della vita (Parte 2)

È passata una settimana dagli eventi raccontati nella puntata precedente. È stata una settimana strana e piena di messaggi, telefonate e pensieri, ma anche di eventi scollegati da questa vicenda. I più importanti finiranno in un altro articolo ancora (ve l’ho detto che me ne sono successe di cose!), per il resto, ecco com’è andata la storia.

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L’invincibile Tubba Blubba

Questo è uno di quei post lunghi, noiosi, melensi, deprimenti, induttori di suicidio, ed altre cose terribili. Nessuno di voi è obbligato a leggerlo, ma a quanto pare io non posso fare a meno di scriverlo.

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Gli scherzi della vita

La vita sa essere proprio una gran burlona. Immagino le grasse risate che si starà facendo ora. E spero anche che le vada di traverso la lingua e si strozzi. Ah ah.

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La psicologia femminile: sensi unici e colori invisibili.

Non scrivo spesso articoli della serie “psicologia femminile”, principalmente per tre motivi. Il primo è che non è facile reperire nuovo materiale che sia divertente e che mi dia abbastanza spazio di manovra per scrivere un intero articolo. Il secondo è che ultimamente scrivo poco sul blog, e dunque ho meno occasioni di inventarmi un articolo sulla psicologia femminile. Il terzo è che questi sono tra gli articoli più “infuocati” del blog, ovvero quelli che portano più spesso i lettori (cioè voi) a commentare, e non sono sempre dell’umore adatto per ricevere secchi di ortaggi in faccia da parte di chi non apprezza quello che scrivo.

Detto ciò imbarchiamoci in questa nuova delirante parte esplorazione della mente femminile.

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