Luigi

Versione in ricostruzione

Categoria: Università (page 1 of 2)

Nella vita ho sbagliato tutto*

*Secondo gli altri.
Qualche tempo fa riflettevo (eh no, non sono ancora riuscito a togliermi questo brutto difetto, ma prima o poi ci riuscirò!) sul fatto che secondo chi mi stava intorno, fino ad ora non ho mai azzeccato una sola scelta nella vita.
Oggi vi racconto dove mi ha portato il vecchio detto “sbaglia sempre con la tua testa”.
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Tipi da treno

Come sapranno gli affezionati lettori del mio blog sono un pendolare. E negli ultimi quattro anni di pendolazioni giornaliere mi è capitato di incontrare un sacco di gente strana nelle carrozze di Trenitalia. Sicuramente una cosa del genere è successa anche a voi (anche se mai quanto a me… Ho una capacità innata di attrarre a me questi individui particolari [lo so che mi invidiate]), pure se i treni li prendete di rado. Così ho pensato che potremmo scambiarci le descrizioni di questi tipi bislacchi un po’ come se fossero le carte dei pokémon.
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Un post senza motivo

Non ho un vero motivo per scrivere questo post. Non so neanche di cosa parlerò. Beh vediamo dove mi porta la capoccia.

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Notti Nerd

E’ da un po’ che non scrivevo niente eh? E non si tratta neanche questa volta dell’articolo sul magico (?) mondo Apple. Ma forse è meglio così, questo dovrebbe essere molto più interessante di quello.

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Rilassamento estivo

Ho corso tutto l’anno. Davvero, l’ho fatto molto più che l’anno scorso.

Non c’è stato un periodo che ricordi in cui si possa dire che mi sono rilassato. E quindi lo faccio ora.

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Ma cos’hai?

“Cos’hai?” è la cosa che mi sento ripetere più spesso ultimamente. Quasi più di “Ehi mi serve il tuo aiuto!”, segno la campagna a favore del NO! sta funzionando.

Ma cos’avrò? Starò male? Sarò grave?

Scoprirete questo, e molto altro, nel resto di questo articolo.

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Promesse mai mantenute.

Eh, avevo detto che avrei cercato di essere più produttivo sul blog. Promessa non mantenuta.

Oppure sì?

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Un terno al lotto

Sabato mattina. Ore 9:13. Stazione ferroviaria.
Che fine ho fatto? E cosa ci faccio in un posto come questo il sabato mattina?

Forse vi ricordate di me, ero solito scrivere cose su questo sito. Non si trattava sempre di cose allegre, ma ultimamente non avevo niente di troppo deprinente da comunicare al mondo.
Ora sto andando a studiare coi miei colleghi duri come il metallo, per preparare l’esame parziale di fisica di lunedì, e questa volta sono seriamente preoccupato.
Non mi sono mai trovato ad un’interrogazione o ad un compito senza essere pronto, così come non ho mai tentato un esame senza averci passato sopra tempo sufficiente a sentirmi preparato.
Questa volta è diverso: la sparizione del tempo di cui scrivevo sul treno solo qualche giorno fa, ha seriamente compromesso la sessione di studio. Questa volta ho un solo fine settimana per studiare fisica da zero. Ho degli ottimi tutor, ma ciò non toglie che il tempo a disposizione sia molto risicato. Non si può studiare mezzo programma in due giorni, ne sono perfettamente cosciente, quindi l’obiettivo di questa sessione di studio non sarà capire la fisica, ma allenarsi a fare gli esercizi per passare l’esame.
Non è la cosa giusta da fare, ma considerando il mio interesse verso la materia prossimo allo zero, il modo di spiegare del professore, e la scarsità di tempo a disposizione, è l’unica situazione praticabile.
In fondo mi piace risolvere problemi, ed una volta che ho tra le mani i pezzi che mi servono, un modo per rimetterli insieme lo trovo. In questo caso però mi manca una vagonata di formule necessarie per risolvere i problemi. Alcune, molto poche, possono essere ricavate con un po’ di ragionamento, ma le altre bisogna saperle, e non c’è abbastanza tempo per impararle.
Lunedì dovrò fare quindi affidamento sullo spazio libero sul retro della calcolatrice scientifica, dove piazzerò quante più formule possibile.
Questo significa che nel caso fossi per qualche motivo impossibilitato ad utilizzare il suddetto formulario, difficilmente riuscirei a prendere più di due punti. Che sono un po’ pochini.
Diciamo che questa volta dovrò affidarmi ciecamente alla mia buona stella. Non posso lamentarmi del suo operato complessivamente, ma non so se sia abbastanza preparata da reggere un intero compito e farmelo superare con un qualunque voto.
Si si, proprio qualunque. Si tratterebbe davvero di culo stratosferico anche un 15 risicato, quindi non mi permetterei mai di fare lo schizzinoso.

In fondo, sarebbe come fare un terno al lotto, e non andare a ritirare la vincita.

[Articolo pubblicato in ritardo, per mancanza di tempo]

Tempo?

Una volta (uhm, mi sa che era pure parecchietto tempo fa), su topolino ricordo di aver letto una storia in cui gli abitanti di un altro pianeta si rendevano conto della sparizione di alcuni momenti, che non avvenivano per nulla. Tutto iniziò quando sul finire di un anno, la gente che stava facendo il conto alla rovescia si rese conto che era sparito un secondo. La cosa proseguì con la sparizione di intervalli di tempo sempre maggiori, come l’intero secondo tempo di una partita di calcio.
Quello che mi sta succedendo è molto simile: mi rendo conto che manca del tempo al totale che dovrei vivere. Esco di casa tutti i giorni alle 7:45 e non sono più padrone del mio tempo fino alle 18:00, o alle 19:00. Ma la cosa è anche abbastanza più grave: mi mancano all’appello 5 giornate alla settimana, un numero abbastanza importante.
Non solo, al ritorno sono anche decisamente e comprensibilmente stanco, e per questo non ho la forza nè la voglia di fare qualcosa. Sia essa dedicarmi ad uno dei miei innumerevoli progetti lasciati a metà o scrivere un articolo sul blog. O magari studiare. Anche Messenger Italia è diventato un obbligo, un peso da portare dietro giorno dopo giorno, come impegno non scritto preso con i visitatori. Così, visto che dopo una giornata passata a studiare in università dovrei (in linea teorica) mettermi a studiare qualcosa per i 4 esoneri che stanno sopraggiungendo, e visto che anche con tutta la forza di volontà che ho sempre avuto questa cosa non mi riesce, il risultato è che non solo non faccio quello che vorrei, ma neanche quello che dovrei. Da quì la decisione di massimizzare gli spazi morti della giornata tentando almeno di scrivere qualcosa sul blog.
Questo articolo inaugura la sezione dei corti: articoli scritti sull’iphone nel tempo vuoto che mi resta, in treno e alla stazione.
Essenzialmente penso che si tratterà di riassunti della mia vita, o di brevi argomenti di cui mi prende voglia di parlare. Non aspettatevi articoli sulla psicologia femminile, o trattati di informatica: non penso che un viaggetto in treno mi dia tempo sufficiente di scrivere qualcosa del genere. E se questo articolo è illeggibile perché mancante di accenti, significa che WordPress per iPhone è ancora da migliorare.

I matematici: un articolo che non va da nessuna parte.

Ho ripreso a studiare per l’esame di Analisi II, come avrete intuito, ed ecco che mi tornano alla mente alcuni dubbi sui matematici che questa volta ho intenzione di investigare. Benvenuti nella nuova serie “Cosa ne penso io di quello che ne pensano gli altri”.

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