Luigi

Versione in ricostruzione

Ommioddio!

Finite le lezioni in università. Ora comincia lo studio matto e disperato per tentare di capire 2 materie incomprensibili e due semicomprensibili entro la data dell’esame.

Proprio l’ultimo giorno di lezioni, dopo aver assistito all’ultima esercitazione di Programmazione I, ho preso l’autobus per arrivare in stazione e per tornare a casa, un’ora prima dell’orario canonico. Una volta sceso dall’autobus sono entrato in stazione. Due passi dentro la porta, sguardo in alto a controllare sul tabellone eventuali ritardi del treno o cambi di binario, quando sento distintamente una voce:

OMMIODDIO!

Credevo fosse successo qualcosa. Intendo, qualcosa di grave. Era un’esclamazione che non saprei descrivere. Stupore non è abbastanza. Azzarderei quasi terrore. Sì, terrore, diamolo per buono, a quest’ora non mi viene in mente una parola migliore.

Io avrei detto una cosa del genere, credo, se avessi visto il demonio.

Beh immaginare il demonio che cammina a grandi passi verso di me, sicuramente mi farebbe uscire un “OMMIODDIO!” di quel genere.

La cosa buffa è che il demonio in questo caso ero io, mentre ad invocare Dio è stata Lily.  Diciamo che una reazione del genere mi ha alquanto sorpreso, e non ho mancato di farglielo notare. Lei ha semplicemente risposto di non aspettarsi di trovarmi in stazione. Li per lì ho dato per buona questa giustificazione, poi pensandoci un attimo meglio ho realizzato che io non avrei mai detto una cosa del genere se avessi semplicemente incontrato per caso qualcuno che non mi aspettavo di vedere. Ma tant’è.

Ho la sensazione che non ci vedremo per discutere, come da lei chiesto, durante le vacanze (credo si tratti di un déjà-vu, non ci vuole molto a sentirselo) e quindi non rivedrò neanche i miei jeans, ma questo l’avevo messo in conto già da prima di pubblicare il precedente post.

Post che tra l’altro non ha sortito l’effetto sperato. Ho come avuto la sensazione di riversare una cisterna d’acqua contro la statua della libertà: splash.

Splash, sì, ma niente di che. Non è che la statua della libertà si sia mai lamentata quando piove, quindi non si lamenterebbe neanche se le tirassi una cisterna d’acqua. Niente, esattamente niente. Al massimo avrebbe detto “E’ umida.”, ma speravo in qualcosa di più.

Che ne so, spunto al dialogo, invito a migliorare, cercare di… Bah, lasciamo perdere.

Sono le 3 e mezzo gente. Di notte, ovvio. Sotto le feste faccio sempre tardi. Sono stato a casa di amici a giocare a carte (e stasera ho vinto!) proprio come l’anno scorso quando riflettevo sulla “maschera che portiamo”. In teoria sarei dovuto restare a casa ad installare Ubuntu ed a configurare Vista sul nuovo pc che sarebbe dovuto arrivarmi oggi.

E che in teoria sarebbe dovuto arrivarmi anche una settimana e mezzo fa. Ma tant’è, che ancora non si vede. Spero vivamente di avere notizie di questo nuovo acquisto, domani.

E ora siccome è tardi, e siccome oggi ho cannato tutta la prima simulazione del compito di Analisi I, vado a dormire.

1 Comment

  1. I deja-vù sono pericolosi, evitali.

    Uhm, anche se mi sembra di aver gia’ vissuto tutto questo.

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