Luigi

Versione in ricostruzione

Granitico.

Ho resistito fin troppo a lungo, ed ora la misura è colma.

Lily, sono mesi che dovrei dirti una cosa. E quella cosa è: vaffanculo.

Mi hai rotto le palle. Contenta ora? Me le hai rotte.

Credo che solo 4 persone siano mai riuscite a scassarmi le palle. Ora sei la quinta, e hai vinto questo splendido premio: un biglietto di sola andata per AFFANCULO il posto in cui vanno in viaggio tutti quelli che riescono a superare il limite prossimo a infinito della mia sopportazione, proprio come te.

Ne ho piene le palle di te e di tutte le cazzate che mi hai detto in questi ultimi tempi. L’unico motivo per cui ancora ti credevo, quando mi dicevi che non mi rispondevi perchè i miei messaggi, o addirittura le mie chiamate non ti arrivavano, era perchè ti reputavo abbastanza intelligente: perchè solo un idiota avrebbe scelto sempre la stessa identica motivazione poco plausibile per giustificarsi.

Ho le palle piene anche di te che ti permetti di giudicare le mie amicizie, e soprattutto le mie amiche, chiamandole acidamente “amichette”. Tu hai sempre avuto profonda invidia delle mie amiche, perchè soffri anche di una profonda sindrome da primadonna: se non ci sei tu al centro del palcoscenico, con tutte le luci puntate su di te, allora le cose non vanno nel modo giusto. Sbagliato! Le mie amicizie formano un unico corpo di ballo, e non c’è nessuna prima donna. Ci sono delle persone splendide, mature e per le quali provo un grande rispetto. Invece di guardarle con disprezzo perchè condividono la scena con te (e non perchè te la rubano, come invece credi), dovresti guardarle con l’ammirazione che meritano, e magari imparare da loro.

Imparare che se non sono perfetto, non puoi farne un dramma, imparare che tutti possono sbagliare, e che se ho dei difetti, forse si può sopravvivere lo stesso, imparando a sopportarli. Le mie amiche lo fanno, e con loro non litigo ogni due giorni, perchè non hanno il terrore di essere “rimpiazzate” nel loro piccolo podio.

Ho le palle piene anche di te che mi dici che non capisco, e poi prendi e te ne vai. Quando torni poi pretendi che tutto sia come prima. Le cose sono due: o il tuo cervello prende le incazzature come impulsi di reset, e ti azzera i ricordi del breve passato, oppure sei davvero convinta che dopo una litigata, io possa scordarmi di tutto al tuo comando? Non capisco. Non capisco? Grazie al cazzo che non capisco, sei la persona più incomprensibile che abbia mai conosciuto, e neanche con l’aiuto di tutti quelli che vengono a leggere i miei sfoghi da un anno a questa parte sono mai riuscito a capire cosa cazzo ti frulla in quella testa. Noi esseri umani siamo dotati di quello straordinario mezzo di comunicazione che è il linguaggio articolato, cosa ne pensersti di utilizzarlo per cavare di volta in volta quelle sensazioni e quei pensieri che ti passano nello spazio tra le due orecchie, e rendere partecipe anche me, invece di cavartela sempre col solito vecchio “non capisci e non capirai mai”? Non sono un celenterato, per tua informazione, e di norma capisco quello che la gente mi dice, quindi forse il problema non sono solo io.

Mi hai rotto le palle quando mi dici che non voglio essere tuo amico, e tenti in tutti i modi di supportare questa strampalata teoria. Ho sempre detto, ripeto, e ripeterò ancora fino alla nausea che non voglio semplicemente avere niente a che vedere con i tuoi problemi sentimentali. Non vedo perchè dovrei mettermi a riparare danni che non sono io ad aver provocato. Sono stanco di essere considerato solo per questo. Ho un mio cuore, anche se tento in tutti i modi di non mostrarlo a nessuno, e anche il mio cuore ha le palle piene dei problemi degli altri. Per questo motivo ti ho chiesto di tenermi alla larga dalla tua vita sentimentale, ma tu la pensi diversamente. Non riesci a concepire che io possa non volerne sapere niente. Non so come mai, non è difficile. Non voglio saperne niente. Cosa c’è di complicato? Non me ne parlare. Parliamo di altro, ci sarà qualcos’altro nella tua vita, e quindi parliamo di quello. Nossignore. Ma perchè questo accanimento contro di me? Perchè devo venire per forza a sapere i tuoi cazzi di cuore, quando non me ne cala niente? Perché hai litigato con questa tua amica e perchè quell’altra tua amica ha la sensibilità di un carroarmato? E quindi? Dove sta scritto che se gli altri non hanno voglia di ascoltarti, io allora debba farlo? Mi hai per caso scambiato per una ruota di scorta? Beh, spiacente di deluderti, ma non sono la tua ruota di scorta.

Ne ho le palle piene dei tuoi pianti. Appena si accenna un litigio smetti di rispondermi perchè hai gli occhi pieni di lacrime, le tempie che pulsano, e non riesci neanche a vedere lo schermo. Ma basta puttanate, non sono il tipo che si fa intenerire da un presunto pianto, specie se frequente come lo sono i tuoi. Se invece di piangere mi dicessi quello che hai che non va, probabilmente avremmo già risolto da tempo molti problemi, ed avremmo molte meno lacrime di coccodrillo tra le palle.

E mi hai anche rotto le palle quando te ne sei uscita con fare piagnucoloso dicendomi che non avrei dovuto dirti queste cose, perchè non sono queste le cose da dire ad un amico a terra. Beh ora ti spiego che cosa significa per me amicizia. Per me amicizia significa che se un amico sta facendo una cazzata, può essere anche in fin di vita, ma questo per me non cambia che ha fatto una cazzata, e non cambia che glie lo dirò. Poi cosa se ne faccia lui della mia opinione non posso giudicarlo, ma di sicuro non me ne starò zitto. Per questo se dici stronzate, non importa se sei a terra. Perchè il fatto di essere a terra non comporta che il resto del mondo cambi la propria visione delle cose, o la nasconda, per fare un favore a te. Se fai discorsi idioti non puoi pretendere che te li passi per buoni, solo perchè sei a terra. Se sei abituata a vedere persone che cambiano opinione quando sei giù di morale, per accondiscendere alle tue idee, allora o sono ipocriti oppure sono degli zerbini. E io non intendo rientrare in nessuna di queste due categorie.

Sì, mi hai davvero rotto le palle questa volta. Non so come la prenderai, immagino non bene. Ma c’era bisogno che ti dicessi queste cose, e visto che non c’è modo di incontrarti, perchè tu non ci sei mai, e visto che non ritieni utile parlarmi, perchè tanto non capirei, e preferisci fuggire a piangere (?) da qualche parte piuttosto che cercare il confronto, eccoti qua quello che avevo da urlarti contro ieri pomeriggio. Magari ora avrai qualcosa da dirmi, o qualche serio motivo per piangere una buona volta. Ma io spero più nella prima opzione. Nel caso tu abbia qualcosa da dirmi, prendi il tuo telefono cellulare, mi chiami e mi dici una data nella quale possiamo vederci. Non intendo parlare con te per altre vie. Se non hai niente da dirmi, e non vuoi incontrarmi, conosci il mio indirizzo, rispediscimi i miei pantaloni, e Buon Natale.

4 Comments

  1. no…io davvero non mi permetto di lasciar commenti…
    una sola cosa: è vero, siamo tutte uguali, perchè lunatiche ed incompresibili…ma a quanto so vi piacciamo per questo…
    bacino e buone feste!

  2. ci sei andato giù pesante 😕 fosre troppo 😯

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