Versione in ricostruzione

Rotta per casa di Dio

Settimana intensa. Anche troppo. Tanti fatti, decisamente troppi per lasciarmi il tempo o la voglia di scrivere sul blog. E la settimana non è ancora tecnicamente finita, il che significa che ancora può accadere tutto ed il contrario di tutto.

E’ un po’ di tempo che il sabato sera mi diverto più del solito, e per fortuna aggiungo, visto che così almeno recupero lo stress di una settimana. Il programma di questa sera non era precisamente divertente. Victor mi aveva chiesto di accompagnarlo ad un compleanno, ed io avevo accettato perchè sapevo che lui avrebbe fatto altrettanto, anche se non ne avesse avuto voglia. Lo Zio e consorte hanno pensato bene di condire tutto con una cena, e così abbiamo fatto. Antipasto e pizza, niente di particolare, ma quella pizza al tartufo e funghi suggerita dallo Zio era un paradiso… Ed un problema per la digestione, ma va beh. Subito dopo saltiamo in macchina e partiamo alla volta di questa festa di compleanno in cui nessuno in pratica conosceva i festeggiati. Parcheggiamo, ed appena il tempo di chiudere lo sportello sentiamo l’orologio del campanile che suona le dieci. Svizzeri.
Purtroppo nessuno aveva considerato che Victor poteva non aver capito dove si trovava esattamente la festa, visto che di solito è sempre preparato al millesimo di secondo sugli orari, ed al centimetro sui luoghi. Ed invece non sapeva dove saremmo dovuti andare di preciso. Così risaliamo in macchina e vaghiamo un po’ per il circondario, ci fermiamo a chiedere informazioni, ed alla fine senza aver trovato la festa, decidiamo di andarcene altrove. In fondo… A chi interessava andare ad una festa di cui non si conoscevano manco i festeggiati?
Ci imbarriamo in un bar e tra un cappuccino ed un té, chiacchieriamo e Lo Zio trova il tempo per ritoccare una mia foto, rendendomi ancora più orribile di quanto non fossi venuto già naturalmente. Usciamo dal bar indecisi sul da farsi, e ci appollaiamo tutti e quattro nell’auto di Victor, al caldo, ed accendendo la radio ci salta fuori questa canzone:

Si era detto otto e mezzo puntuali al bar
però lo sapevamo già
che tra una cazzata e l’altra c’è Cisco che
passa in bagno un’eternità
tutti in macchina la festa è lontana e poi
là le tipe ci aspettano
oh ragazzi, “tranqui”, questa è una botta sicura
basta che non ci perdiamo
Rotta per casa di Dio
stiamo volando alla festa
Rotta per casa di Dio
e siamo già là con la testa
E le troveremo già sulla porta e poi
con il tacco alto e la gonna corta e noi
con il groppo in gola e il cuore che batte
le faremo ballare per tutta la notte
Cisco addocchia la cartina poi dice “No!
Stiamo andando fanculo!”
Te l’ho detto dovevamo girare là
guarda sono sicuro
lo sapevo che sarebbe finita così
siamo teste di cazzo noi!
Basta uscire più di dieci chilometri
che noi stronzi ci perdiamo
Rotta per casa di Dio
ci stiam perdendo la festa
Rotta per casa di Dio
e stiamo uscendo di testa
non le troveremo più sulla porta e poi
niente tacco alto né gonna corta e noi
con il groppo in gola e il cuore che batte
ci faremo menate per tutta la notte.
Con le facce tese tutti incazzati neri
e con le pive nel sacco
persi in queste strade che sembrano sentieri
stanotte niente di fatto
avvistiamo da lontano un cavalcavia
ci sarà un’autostrada là
appena entrati dal casello come per magia
ecco appare un autogrill.
Rotta per casa di Dio
ci siam fottuti la festa
Rotta per casa di Dio
però che notte diversa
tutti con in mano birra e Camogli noi
senza fidanzate troie né mogli
quattro deficienti a fare cazzate
come non succedeva da un pacco di tempo.
Rotta per casa di Dio
ma chi la caga la festa
Rotta per casa di Dio
stanotte non l’abbiam persa
tutti con in mano birra e camogli noi
senza fidanzate troie né mogli
quattro deficienti a fare cazzate
come non succedeva da un pacco di tempo

L’abbiamo cantata ridendo e ci siamo divertiti, siamo restati a parlare e a scherzare per un’ora o due anche in auto, con Victor che ogni tanto accendeva il motore per scazzo, sgassava e faceva un giretto nel parcheggio.
E sapete una cosa? Ci siamo divertiti.
Ora torno a casa, mi dedico un po’ a smanettare con un nuovo programmino che ha definitivamente sostituito l’ormai classica Desktop Sidebar dopo anni di onorato servizio, si spera con un qualche guadagno di ram, ed intanto vedo che Nily, di ritorno dal suo viaggio a Parigi è stata prolifica, riempendo il suo blog di post e di sue foto.
E devo dire che l’aria di Parigi è miracolosa perchè è improvvisamente diventata più bella. Ora, che sia merito dell’erre moscia, di Vuitton o del relax non lo so, però i risultati si vedono. E’ più rilassata nelle foto, più raggiante. Bah! L’ho sempre detto che devo andare a Parigi!
Ora signori vado a dormire, forse domani scriverò un articolo meramente tecnico su questo programmino che ha spodestato la mia DesktopSidebar. Forse perchè, se tutto va bene si esce pure domani sera.

1 commento

  1. nily

    ah..che bella quella canzone..quanti ricordi…son contenta che ti sia divertito!
    io son stanca come un ciucco e disillusa come una vecchietta..
    sarà il tempo..boh!
    Bacionissimi.

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