Versione in ricostruzione

Perchè non.

Voglio scrivere un maledetto post. Ne ho iniziati 4. Non riesco a finirne neanche uno. Ho 4 bozze e non sono riuscito a pubblicare niente. PERHE’ NON CE LA FACCIO?

Cos’è? Ansia da pagina bianca? Non è una pagina, è uno schermo. Allora sarà ansia da schermo bianco? Ma è normale che lo schermo sia bianco! E poi volendo potrei cambiare i colori. Eh, magari funziona, vediamo.

No non funziona.

Di solito si scrive quando si ha un disagio, o si è incredibilmente felici e si ha del tempo a disposizione. Ok, non ho assolutamente niente da fare oggi, e le cose non vanno bene, eppure non riesco a scrivere niente. Fuorchè questo sfogo, che ho deciso verrà pubblicato anche se finisce a pera o se è orrendo. Lo pubblico.

Ho trovato! Potrei inserire in questo articolo un pezzo pronto di una delle bozze che ho. Mi piace. Allora vi spiegherò perchè le cose non vanno bene.

Marzo instabile

Si tratta della separazione dei miei. È trascorso un altro anno, e anche se ormai non c’è più niente a cui doversi abituare, i miei fanno di tutto per trovare il modo di farmi incazzare. Le cose sarebbero molto più semplici se cercassero di fare del loro meglio, anziché preoccuparsi soprattutto di impedire che l’altro possa fare qualcosa di sbagliato.
Il pretesto è quello di fare le cose nel miglior modo possibile, la realtà dei fatti è un’infinita serie di proposte, controproposte, accordi e smentite.
Il tutto, ancora, per quella stramaledetta casa che da sogno è diventata il peggiore degli incubi.
E ora, per l’incapacità di mettersi d’accordo, inizia un nuovo capitolo, ancora più grigio dei precedenti. Tutti fuori, la casa si chiude. Bel lavoro, davvero un colpo di genio. Ci sono delle motivazioni dietro a questa decisione, tutte abbastanza sindacabili, tutte egualmente inutili. Inutili perchè avere la casa chiusa non aiuterà nessuno, se non l’orgoglio, che potrà dire: “Io non ci sto, ma allora neanche tu”. Grosso guadagno.
Questa risoluzione ha però portato dei nuovi problemi: il cane e il gatto. Ok, la casa si chiude, ma questi due dove li mettiamo? Uno schnauzer gigante non possiamo infilarlo in un appartamento, e il gatto possiamo anche provare a spostarlo, ma funzionerà? Niente, nessuno se n’è preoccupato, l’importante è farsi la guerra ad ogni costo, anche se queste azioni inutili non faranno altro che mietere nuove vittime.
Vittime illustri tra l’altro, visto che ogni volta che vengono nominate scatta un piangisteo generale. Ho visto più volte piangere mia madre pensando al cane, che farlo pensando a me. Bel lavoro. Mio padre invece non lo vedo piangere da parecchio tempo. Non credo sia un bene. Probabilmente a lui le cose vanno bene. In effetti non lo so, non ho occasione di vedere mio padre da solo da fin troppo tempo. Neanche a Natale avrei potuto farmi un pranzo in famiglia, c’era la sua compagna. Non ho niente in contrario se mio padre si rifa una vita, né ho niente contro la sua compagna. Solo non mi va che lei ci sia SEMPRE. E ora chissà se ci sarà da litigare anche il giorno del mio compleanno?
Chissà se ci sarà da rovinare anche questo giorno?
Ma questa volta è diverso, questa volta me lo aspetto e sono preparato. Venite e azzardatevi a rovinare un altro pezzetto della mia vita.
Non posso impazzire. Purtroppo. Se potessi farlo prenderei un piccone e demolirei quella casa personalmente, pezzo per pezzo. Affonderei la punta su ogni mobile antico, quadro o vetrina. Frantumerei tutti i vetri uno ad uno, strapperei le foto che documentano giorno per giorno tutti gli stadi della costruzione di quella maledetta prigione. Farei a pezzi ogni porta, ogni persiana, e frantumerei tutte le mattonelle ed i coppi del tetto.
Poi uscirei in giardino, e taglierei ogni pianta e strapperei ogni filo d’erba, per poi concludere sgretolando la targa di ceramica vicino al portone lanciandola contro le colonne coperte da mattoni rossi. Quella targa è la cosa più beffarda che potrei trovare in quel posto. Bella lucida e graziosa, che sfotte ricordandoti che quella, un tempo, era la casa dei sogni.

Non so cosa mi stia succedendo. Ultimamente mi sento strano. Non è solo per quello che avete appena letto, che tra l’altro mi ha appena descritto come una specie di pazzo furioso. Beh in effetti vorrei tanto esserlo. Ma tanto. Però non lo sono ancora diventato. In compenso sto tornando come quando avevo 13 anni (credo, non ho voglia di fare il conto), quando esistevo praticamente solo su irc. Non esco spesso, e mi sono reso conto che ultimamente ho aspettato che fossero gli altri a chiamarmi, e che raramente ho chiamato qualcuno, a parte Lei. Non ve ne ho più parlato da parecchio, ma devo confessare che probabilmente se non ci fosse lei sarei diventato quel pazzo furioso di cui sopra. Mi ascolta, e quando ci vediamo ci sfoghiamo a vicenda, ci confidiamo. Devo confessarvi che mi manca… Ultimamente la sento più distante, ma in questo caso non credo che sia colpa mia… Sono io a cercarla più spesso di quanto non lo faccia lei. Questa cosa mi rattrista, non so bene come mai, e non so bene neanche se dovrei parlargliene o meno.

Spero solo di non ritornare ad essere un sepolto vivo, per quanto stare al computer mi piaccia, potrebbe davvero essere uno sbaglio troppo grande, specie a quest’età.

4 commenti

  1. Artiglio

    Vorrei tanto poterti aiutare.

  2. Luigi

    Ti sei presa la briga di leggere tutto sto sproloquio… E’ già qualcosa. 🙂

  3. MasterHand

    Una lei misteriosa… forse so di chi parli… è Huma Turman!

  4. Nily

    Sai qual è la cosa che più capisco di questo sfogo da post-ex-post?
    Il fatto di tuo padre che non riesce a passare un momento DA SOLO con te.
    Sono qualcosa come sette anni che i miei si sono separati, e solo a natale 2008 ho passato le prime 2 ore da sola con mio padre.
    Il perchè è semplice: S’è lasciato con la compagna.
    Probabilmente c’è un motivo plausibile dietro questo loro comportamento, forse sentono di doversi rapportare con noi solo tramite un filtro, o con qualcuno che controlli che non dicano cavolate, non lo so…
    so solo che ti capisco parecchio, e che posso dirti che non passeranno facilmente questi momenti.
    Da me non si litiga per la casa ma per le spese.
    Sai cosa vuol dire sentirsi dire dal proprio padre “perchè dovrei pagarti l’università? Non è essenziale per vivere!”
    bah…non mi avveleno oltre sull’argomento.
    Ricorda che quando vuoi io sto qui, ufficio e università comprese, rispondo 24/7 al cellu e quasi sempre alle email! 🙂
    baciotto!

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