Luigi

Versione in ricostruzione

Scoperchiare mattonelle

A volte capita di sentirsi male ed a disagio.
Colpevoli, profondamente colpevoli.
E tutto quello che si vorrebbe fare, è scoperchiare una mattonella, e sparire sotto di essa. A me solo oggi è capitato due volte.

Volevo scrivere un post per ricapitolare un po’ gli ultimi eventi. Non che interessi davvero a qualcuno, ma ormai scrivere sul blog è diventata una specie di terapia, mi aiuta a riflettere ed a sentirmi meglio. Anche se ad essere precisi, non so dire quanto mi aiuti davvero.
Questa settimana è accaduto un evento sensazionale, di quelli che nella vita ti capitano una volta soltanto.
Ritrovare all’improvviso una ragazza che per tanto tempo è sempre stata vicino a te, per quanto fossimo piccoli, e che è rimasta comunque un ricordo vivo, è un’esperienza indescrivibile. Ho provato a cercare un modo per descriverla, ma davvero non c’è. E forse sono stato troppo affrettato a classificare il 2007 come un pessimo anno.
A parte questo, devo dire che lei non è cambiata. Per carità, è cresciuta, e ci mancherebbe altro, si è fatta più carina, e mi sembra giusto, ma dico, il carattere. E’ esattamente come la ricordavo. E’ inutile che mi chiediate come faccio a saperlo, mi sono bastati pochi giorni, e posso garantirvi che è così. Non è cambiata.
Ed è stato proprio con lei oggi che avrei voluto scoperchiare una mattonella e sprofondare sotto, due volte a breve distanza l’una dall’altra. La prima volta è stato quando mi ha detto che aveva ricevuto lettere da tutti suoi ex compagni di classe, e che mancava solo la mia. Come se non bastasse il fatto che già mi sentivo molto a disagio nel non averla sentita per anni. Non che non l’avessi cercata, ma piuttosto perchè degli amici con cui sono rimasto in contatto, il suo numero non l’aveva nessuno o per lo meno non si degnavano di darmelo. Quando me l’ha detto ho davvero desiderato di scomparire, nonostante non fossi davanti a lei.
Quando le ho fatto uno squillo, dopo tutto questo tempo, ho avuto paura che mi mandasse a cagare, per non essermi fatto vivo per così tanto. Davvero, ci ho pensato, e purtroppo non avrei potuto dirle niente nel caso l’avesse fatto, visto che era suo sacrosanto diritto. Purtroppo però non è stata colpa di nessuno se le cose sono andate così, e per fortuna l’ha capito e non ha reagito come temevo.
Ci siamo sentiti abbastanza spesso in questi tre giorni, e mi sembrava quasi come se non ci fossero mai stati tutti questi anni in mezzo di silenzio, ed è davvero bello ritrovare dal nulla un rapporto come questo.
Ma di lì a poco, mi sono di nuovo sentito sprofondare. Quando mi ha detto che è anche rimasta in contatto con Giulia, che è la ragazza (ai tempi, la bambina) per la quale l’avevo lasciata. Non so perchè, davvero, eravamo piccoli e non dovrebbe farmi nessun effetto sentirmelo dire, ed invece non è così. Mi ha fatto desiderare di nuovo di diventare piccolo piccolo e poi sparire.
Mi sento in colpa, terribilmente in colpa, sia per questo che per i dieci anni di silenzio. Pur se la colpa non è mia, mi sento in colpa.
Devo fare qualcosa.
Ma ciò non toglie che, sebbene le mattonelle di casa ora siano un po’ tutte spostate, io sono felice, immensamente ed indescrivibilmente felice.
Vorrei potervi descriverlo meglio, ma davvero, la felicità è troppa per essere descritta, e finirei per rovinare la sensazione che provo.
Vado a dormire. Sorridendo.

1 Comment

  1. ma che dolciosotto sei!
    Non penso lei se la sia presa, dai, eravate proprio bimbini!!
    Susù, Gigi, sei una persona fantastica, questo nessuno può cambiarlo!! Nemmeno gli anni!

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