Luigi

Versione in ricostruzione

Twitter – Guida semiseria per persone reali

Non so fin quanto riuscirò a portare avanti del post che ho in mente, ma io ci provo. Questa è la mia personalissima guida per un uso corretto di Twitter da parte di persone reali, spero di far seguire una seconda parte, in cui tratterò delle persone irreali. No, seriamente.

Cominciamo.

Twitter: Cos’è?

Twitter è un servizio di microblogging. Eh, e dunque? Funziona così: ci si iscrive a Twitter e si può iniziare a condividere i propri messaggi (o tweet) la cui caratteristica è quella di essere lunghi obbligatoriamente non più di 140 caratteri; inoltre si possono aggiungere alla propria lista di following gli account di persone interessanti o di amici e colleghi per ricevere i loro messaggi. In linea di massima, essendo persone reali, vorrete scrivere tweet su ciò che vi capita durante il giorno o su cosa vi passa per la testa. Se scrivete cose interessanti o divertenti allora probabilmente ben presto qualcuno diventerà vostro follower e leggerà i vostri tweet.

In realtà c’è abbastanza di più, ma come prima descrizione per il momento può bastare.

Il tagliano.

Twitter è un mezzo di comunicazione incentrato sulla parola scritta. Non importa solo cosa volete comunicare, ma anche come lo fate. Non ci sono solo professori di Italiano su Twitter (io per primo non lo sono), ma se dovete scrivere qualcosa fatelo per bene. Le abbreviazioni sono tollerate, le “k” e le “x” a tradimento anche, ma solo in piccole dosi e lontano dai pasti.

La brevità.

Avete 140 caratteri. Non sono tanti, ma non sono neppure pochi. Con un po’ di limatura si riesce a farci stare concetti anche complicati: provateci. Se dopo il quarto o quinto rimaneggiamento dello stesso messaggio state ancora sforando i 140 caratteri ci sono diverse alternative:

  1. Se sforate di pochi caratteri forse potete giocare sulla punteggiatura e sulle congiunzioni. Provate di nuovo, potrebbe essere la volta giusta.
  2. Se sforate di un paio di parole, potete provare a cercare sinonimi più brevi. Non necessariamente delle parole che vi avanzano, ovviamente.
  3. Se quello che volete scrivere è lungo oltre un tweet e mezzo, direi che proprio non ci siamo.

Sono dell’idea che se una frase non riesce proprio a rientrare nei 140 caratteri di un tweet, allora non è destinata a diventare un tweet. Non dico che dovete mangiarvela, magari potete trasformarla in un post sul vostro blog. Ad essere sinceri esistono anche siti, come twitlonger, che inviano solo parte del vostro messaggio come tweet, aggiungendo un link ad un’altra pagina in cui trovare il testo per intero. Se proprio volete farlo, usatelo, ma tenete presente che il dover cliccare un link potrebbe valere come deterrente per diversi vostri follower.

Le chiacchiere.

Si può indirizzare un tweet direttamente a qualcuno, basta inserire il nickname del destinatario preceduto dal simbolo “@”: questo prende il nome di reply.

Se in una reply il destinatario appare come prima parola di un tweet, allora questo messaggio verrà visualizzato solo dal destinatario e da chi segue sia voi che lui. Tenetelo presente: se passate la maggior parte del tempo a rispondere agli altri, molti non vedranno i vostri messaggi. Non abusate neanche di questo, se qualcuno ha in comune molti follower con voi, potrebbe ritrovarsi la timeline invasa dai vostri scambi di tweet con altra gente. E potrebbe non essere piacevole (per ovviare a questo ci sono i messaggi diretti, o al limite il telefono).

Aforismi e citazioni.

Ci sono giornate in cui vi frulla in testa un pezzo di una canzone, o una frase importante di qualche personaggio famoso (non tutti i personaggi famosi dicono frasi importanti, attenti a cosa vi viene in mente!) e volete condividerla con il mondo. Fatelo, ma cercate di fare in modo che queste giornate non capitino tutti i giorni e che le frasi non siano diverse, o leggere i vostri tweet sarà come leggere i risultati di una ricerca per “Aforismi” su Google. E per quanto possiate essere in gamba, penso che vincerebbe Google ad una sfida di aforismi.

Follower.

Devo sottolineare un fatto: Twitter non è Facebook. Probabilmente sarò costretto a ripeterlo in seguito: abbiate pazienza.

Su Facebook venite “aggiunti come amici” da (per l’appunto) amici o conoscenti (o pub, discoteche, negozi o posti che non avete neanche mai visitato) e se una persona che non conoscete richiede la vostra amicizia è normale che vi sorgano alcuni dubbi.

Su Twitter molte persone che non conoscete vorranno leggere i vostri aggiornamenti, per il semplice fatto che gli piace quello che scrivete. Cercate di fare in modo che la prima cosa che direte loro quando diventeranno vostri follower non sia “E tu chi sei?”, perchè non è un bel modo per accogliere qualcuno che è interessato a cosa pensate.

Following.

A volte vi capiterà di iniziare a seguire qualcuno, senza che questo diventi vostro follower. Qui devo ribadire un fatto: Twitter non è Facebook.

L’amicizia su Facebook vale per entrambi i soggetti coinvolti, mentre su twitter esistono due parole diverse proprio per indicare il fatto che non si ottiene un follower garantito ogni volta che si segue qualcuno. Magari scorrendo i vostri ultimi tweet non c’è niente che abbia incuriosito, divertito o interessato il vostro nuovo following e per questo ha deciso di non aggiungervi. Capita, non è un dramma.

Non uscitevene con mosse ridicole come defollowing di ripicca o aggiunta a liste con intento vendicativo come a dire “Io ti seguo solo se tu segui me” (gne gne, aggiungo): significherebbe che non eravate interessati ai tweet del vostro nuovo following già dall’inizio (e difficilmente qualcuno piangerà o si offenderà dopo la vostra “vendetta”).

Politica.

Twitter può essere un valido strumento per fare politica. Tuttavia non tutti gli utenti di Twitter sono disposti a vedersi la timeline invasa da discussioni politiche, sia che le condividano o meno. Continuare a ribadire la stessa idea più volte al giorno, per più giorni di seguito, è un ottimo modo per far venire i nervi agli altri.

Giornali e notizie.

Non siete un’edicola. Per quanto possiate leggere articoli interessanti, cercate di non trasformarvi nella copia dell’account Twitter del vostro quotidiano preferito: non abbiamo bisogno di una doppia copia de “La Nazione”.

Saluti e convenevoli.

A volte prima di andare a letto si da la buona notte e la prima cosa che si fa il giorno dopo è dare il buon giorno. Non è una brutta idea. Potrebbe esserlo rispondere a tutti i “buongiorno” e a tutte le “buonanotte” però: non esageriamo!

Inoltre è pratica abbastanza diffusa dare il “benvenuto” ai nuovi following. Non ho mai capito di preciso perchè in realtà… Quando mi compare un nuovo following in realtà non si è mai mosso dalla sua scrivania (o dal letto, o dal tram, o da dovunque si trovi), quindi non vedo perchè dovrei dargli il benvenuto. “Benvenuto dove?” è la prima cosa che mi viene da chiedere quando invece qualcuno lo dice a me. Immagino che la risposta sia “tra i miei follower”, in quel caso potrei invertire il benvenuto, visto che è l’altra persona ad essere appena entrata tra i miei following. Non mi sembra un saluto adatto per questo tipo di evento, lascia aperti troppi interrogativi.

Quello che voglio dire è che non siete in obbligo di far sentire a proprio agio dei perfetti estranei in un posto che in realtà neanche esiste. O per lo meno non ve la prendete se non tutti rispondo al vostro saluto: ad alcuni sembrerà strano che gli abbiate dato il benvenuto in camera loro, mentre già ci si trovavano. 🙂

Applicazioni, canzoni, video, libri, quattropiazze ed altro ancora.

Devo fare ancora una premessa importante: Twitter non è Facebook.

Esistono delle applicazioni che possono richiedere a vario titolo di collegarsi con twitter. Di solito lo fanno per inviare un tweet decisamente autoreferenziale per informare i vostri follower che state utilizzando quella tale applicazione per fare qualcosa. Proverò ad entrare nel dettaglio per quel che riguarda le categorie principali:

  • Musica – Siti come blip.fm permettono di condividere con i vostri follower le canzoni che state ascoltando. Il punto è che non tutti sono interessati a tutte le canzoni che ascoltate. Anzi, mi dispiace darvi questa delusione, ma ben poche persone sul pianeta muoiono dalla voglia di sapere la vostra playlist minuto per minuto. Moderatevi: se volete condividere una canzone perchè quel giorno vi da la carica giusta o vi trasmette emozioni speciali fatelo, ma non esagerate. Specie perchè nella timeline di chi vi segue potrebbero esserci altri blippatori assassini, e tutta quella musica insieme produrrebbe solo frastuono.
  • Video – YouTube permette di collegare il proprio account di Twitter. Non ci sarebbe niente di male, se non fosse che se si attiva la funzione di AutoShare praticamente ogni vostra azione sul portale verrà comunicata anche ai vostri follower. Anche in questo caso è difficile trovare persone interessate a sapere tutti i canali ai quali vi abbonate, tutti i video che votate, e tutti i commenti che lasciate. Se condividete un video perchè lo trovate interessante, simpatico, o perchè c’è un tenero gattino probabilmente lo vedranno in molti tra i vostri follower; ma se la timeline verrà riempita dalla vostra attività su YouTube ogni volta che navigate sul sito, nessuno ne potrà più dei video che vedrete.
  • Libri – Probabilmente la maggioranza degli utenti di Twitter apprezza la lettura. Un sito abbastanza famoso per organizzare una propria biblioteca personale virtuale è aNobii. Anche io sono registrato (anche se lo curo un po’ poco) e devo dire che è davvero ben fatto. Tuttavia se si collega l’account di Twitter a quello su aNobii, il risultato diventa disastroso. Solitamente ci si reca su aNobii solo qualche volta, e quando ci si va si aggiorna un buon numero di libri. Quando lo fate, i vostri follower vengono sommersi da messaggi automatici che indicano cosa avete letto e quanto vi è piaciuto. Quello che non vedete è quanto diventa insopportabile quando, per un interminabile quarto d’ora la timeline diventa il tubo di scarico della vostra attività sulla libreria aNobii. Stateci attenti.
  • Ripetizioni – Ci sono servizi, come AutoTwitt, che ripetono automaticamente lo stesso messaggio tramite il vostro account di Twitter, secondo opzioni da voi stabilite. Tenendo a puntualizzare il fatto che si spera non stiate facendo marketing (essendo persone reali), vale quanto scritto per la politica: veder comparire lo stesso messaggio più volte al giorno, o tutti i giorni diventa un deterrente anzichè spingere a visitare il vostro blog, guardare il vostro video o la vostra galleria di foto. Se proprio volete ripetere lo stesso messaggio più volte, abbiate la bontà di riscriverlo sempre a mano: così almeno avrete la certezza di stufarvi di scriverlo almeno quanto i vostri follower si stufano di leggerlo.
  • Blog – In aggiunta a questo, se avete un blog e avete impostato uno di quei programmi che pescano articoli a caso dai vostri archivi per propagandarli ogni giorno, sappiate che non è una grande idea neanche questa: gli affezionati lettori del vostro blog li avranno già letti tutti e si staranno chiedendo perchè invece di propinare roba stantia, non scriviate qualcosa di nuovo. E probabilmente chi ancora non legge il vostro blog, dopo i primi giorni maledirà tutti quegli articoli che continuate a pubblicizzare.

Conclusioni.

Non pretendo di aver ragione, ma di sicuro qualcuno che condivida i punti indicati da qualche parte esiste. E’ triste dover convivere con i messaggi automatici delle applicazioni di qualcuno, quando l’unica cosa che vorremmo leggere sono i tweet che scrive lui. D’altro canto è dura anche defollowarlo perchè quando riprende il controllo sulla macchina, scrive cose che vale la pena leggere.

Rendete la vita del follower più facile: tenete al guinzaglio le vostre applicazioni quando le portate al parco.

9 Comments

  1. io seguo solo chi mi segue, non per ripicca, ma non mi piace conoscere qualcuno che nemmeno sa che esisto, sembra quasi dire “tu esisti come ti pare, io mi faccio i fatti miei”,in fondo è anche un modo per conoscersi e quando ci si conosce , si dice “piacere masterhand” e “piacere Luigi” non che io mi metto lì ad ascoltare quello che dici e te non mi ti fili perchè non ti piace come parlo. Sei libero di non essere d’accordo, ma se non sei d’accordo ti defollowo subito, ti blocco, ti segnalo come prosciutto e mi bevo una cedrata.

  2. Alla sottoscritta non piace il paragrafo “Aforismi e citazioni”, prego riprovare manifestando minor disappunto! 😛

  3. Se non è d’accordo, viene segnalato come prosciutto e tu bevi una cedrata…io dico “gne” perchè ormai mi ha attaccato la mania. 😛

  4. Il fatto che non possa mettere una stellina al commento di @masterhand è un altro punto a favore di twitter. 🙂

  5. Non sono un twittarolo da molto tempo, ma direi che è in linea con la mia idea di twitter.

  6. Ciao,
    seguo un attore ( naturalmente lui non segue me), mi hanno messo il dubbio che non veda i miei tweet di risposta ai suoi . Mi sembra strano, ma considerandomi una pasticciona utente di “socianet” mi è venuto il dubbio. Cortesemente potresti “illuminarmi” ? Grazie e buona serata 🙂
    eleonora

  7. Se hai il profilo privato allora non può vederli, altrimenti non dovrebbero esserci problemi!

  8. questo articolo l’ho trovato davvero illuminante soprattutto perche’ uso twitter da poco piu’ di un mese! In linea di massima condivido tutto. Per ringraziare i nuovi follower mando messaggi privati.. non so, a me sembra una grande idea :)!!

  9. Grandissimo Luigi!

    mi sono fatta 4 risate! e ora provo a iscrivermi 🙂

    intanto…non è che mi dici qcsa sull’utilità di twitter per le aziende?
    baciiiiiiii

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