About

Questo qui è il mio blog. Esiste da molti anni e nel corso del tempo gli ho affidato tanti pensieri.

Ormai nessuno ha un blog, se non per cercare di diventare famoso. Io ormai ci ho rinunciato a diventare famoso, e mi scoccia anche che queste pagine virtuali dove ho riversato la parte più vera di me venga utilizzata da aziende con pochi scrupoli e finisca digerita e vomitata da qualche intelligenza artificiale generativa.

Non mi va neanche che questa parte di me sparisca, per cui anche se non ci scrivo più molto spesso, anche se non passo pomeriggi ad aggiustare il tema e cambiare lo sfondo, vorrei che il mio blog rimanesse qui, a marcare questo pezzo di internet come mio.

Non ci sono più i commenti, non ho più neanche i sistemi di tracciamento per scoprire chi passa qui sopra, da dove viene, e come ha trovato questa pagina. Non è per quello che ho ancora un blog. Una volta questo era il primo sito su Google cercando "Luigi" (e anche cercando "Uomini stronzi", a dire la verità), ma le metriche non mi interessano più particolarmente.

Io ci sono ancora però, e questo sito con me.

Alcuni articoli o pagine che ne facevano parte invece non ci sono più. In massima parte ho tolto quelle che avevano senso un po' solo nel momento, quando parlavo di questo o di quel nuovo programma o nuova funzione di cui avevo letto da qualche parte. Quelli in cui parlo di qualcosa di nuovo, ma ci ho anche messo qualcosa di me invece, ho cercato di lasciarli.

Non penso ancora tutte le cose che sono scritte su queste pagine, ma quando le ho scritte le pensavo, e quello ero comunque io, per cui le ho lasciate... Anche se a rileggerle ora magari me ne vergogni un po'.

I commenti sono stati disattivati. Non ho voglia di gestire la retention dei vostri dati. Mi dispiace che siano andati persi. Potete ancora raggiungermi se volete, alla solita email: "luigi simbolo che somiglia vagamente ad una lumachina barbagianni segno di interpunzione che segnala la fine di una frase net".

Qui sotto invece ci sono i link le due pagine "about" che ha scritto per me Eraty nel corso degli anni. Anche quello ero io, attraverso le lenti dei suoi occhi (e dei suoi occhiali).

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