Tornano. E non a volte, ma proprio sempre.

Mi fa uno squillo dopo un giorno che non mi faccio vivo. Non lo reggo, e glie lo dico: non voglio fare lo stronzo, ma è meglio se per un po' non ci sentiamo.

Utopia.

L'utopia è durata quattro giorni, dopodichè Cloe mi ha mandato un sms.

Posso aspettare quanto vuoi, tanto non vado da nessuna parte, ma non puoi chiedermi di non sentirmi in colpa.

E come mai? Che motivo aveva di sentirti in colpa? Perchè avrebbe dovuto? Non mi ha fatto piacere prendere un palo in fronte, è logico, ma non mi ha neanche ucciso. Non ce l'avevo con lei, né volevo interrompere la nostra amicizia, ma di certo non sentirla per un po' non mi avrebbe fatto male. Ma lei si sentiva in colpa. Ha senso stare male in due per lo stesso motivo? Non credo. Qualcun'altro avrebbe risposto "sono cazzi tuoi", e chiuso così. Io no. Io non sono fatto così. Chissà, forse è vero che sono destinato ad essere l'amico perfetto... Fatto sta che dopo qualche messaggio abbiamo deciso di ricominciare a sentirci. Sembrava finita così. Certo non sarebbe stato facile, ma ci sono già passato. Solo che non mi aspettavo che ieri sera sarebbe di nuovo uscita con noi. "Ho chiamato Fè, stasera vengo con voi in giro... Ti dispiace?" No, non mi dispiace. Ma non è neanche il mio sogno nel cassetto. Voglio dire, sono sempre stato contento di uscire con lei, fino a venerdì scorso. Ma è inevitabile che qualcosa sia cambiato, per lo meno in me. Lei non è cambiata, è la solita persona che dice quello che penso. No, non mi è dispiaciuto, ma ieri sera non ho passato una bella serata. Ero scazzato, e lo sono tuttora quando ne parlo o ci penso. La colpa è senz'altro mia, visto che non è successo niente di particolare, semplicemente la mia idea era esatta: se non l'avessi vista, sarei stato meglio. Non l'ho fatto per zittirla, non voglio tagliare i rapporti con lei. Ma devo ancora riprendermi dalla botta.