Ritratto di una persona
Lo Zio mi ha ritratto in un momento di noia, e non dite che non è un artista: non è da tutti creare un'opera del genere con paint!
Quest'opera mi ha dato modo di riflettere, e di dare sfogo ad un po' dei pensieri deprimenti che mi giranto in testa da molto tempo, direi quasi qualche anno, e che ultimamente si sono ammassati insieme agli altri. Cerco di tirarli fuori per fare spazio, purtroppo non posso comprare altra memoria, e quella che ho l'ho riempita di roba e devo cominciare a selezionare cosa tenere e cosa no.
Avete presente quando andate in soffitta (o in cantina, o nel ripostiglio, o sotto al letto) e vi mettete a fare posto, perchè avete deciso a vostro insindacabile giudizio che c'è roba che non serve? Prendete un po' di tempo ed iniziate a fare l'inventario di quello che avete. Allora tirate giù un vecchio libro da uno scaffale, lo aprite, e vedete che è un album di foto che contiene ricordi di una parte della vostra vita, così lo prendete e lo mettete da parte, perchè quello va tenuto. Poi aprite uno sportello e tirate fuori una scatola che contiene le collezioni delle sorpresine degli ovetti Kinder che adoravate quando eravate piccoli (e che sono tutte rigorosamente incomplete tranne una, che però vostra madre ha buttato via durante il trasloco :| ) e decidete che potete anche fare a meno di quelle cose, così le mettete da un'altra parte, pronte per finire rivendute ad un qualche appassionato, oppure tra i rifiuti.
E' la stessa cosa che sto facendo io, rovisto tra i cassetti impolverati che tengo in mente e scelgo cosa tenere e cosa no. Poi però ogni tanto salta fuori qualcosa su cui non si sa prendere una decisione, e allora ci si siede un attimo da una parte, su una vecchia poltrona impolverata si tiene un po' in mano quest'oggetto di cui non si sa cosa fare e ci si pensa su.
Questa sera il disegno dello Zio mi ha fatto pensare su. E sto pensando all'idea che gli altri hanno di me. Non ho mai dato grande importanza a quello che pensano gli altri, né intendo dargliene troppa ora, solo ho voluto rifletterci un po'. Perchè, magari un po' esagerando, gli altri mi credono un genio, o comunque qualcosa che gli somiglia. Io però non mi sento affatto così. Non è vero che sono il genio che in venti minuti ha studiato tutto ed è pronto per portarsi a casa un voto senza fatica. Non è neanche vero che sono un genio dell'informatica, né che sono un Latin Lover come qualcuno ultimamente si ostina a chiamarmi. Non è vero.
Non ho dei neuroni più svegli di quelli degli altri, le stesse cose che faccio io potrebbe farle chiunque. L'articolo più letto del mio blog, quello su come si creano le userbar, non è frutto della verità che alcuni credono io abbia in tasca. In tasca al momento ho un pacchetto di fazzoletti, a voler essere precisi. Tutto quello che ho fatto è prendere un programma che non sapevo usare e provare a fare una userbar come le avevano tutti. Solo che tutti la facevano con Photoshop, perchè non si fanno scrupoli a scaricare un programma che costa oltre 1'000€, mentre io sono l'unico pirla che se li fa. E non ci volevo IO a fare una guida, bastava che chiunque prendesse in mano una guida per creare userbar per Photoshop, e si sbattesse quella mezza giornata necessaria a trovare le corrispettive funzioni in The Gimp.
Difficile? No, basta solo avere la pazienza di farlo.
Così come non è vero che sono un genio informatico. Non so fare niente di speciale, anzi, avrei molte idee in testa, ma mi mancano i mezzi per metterle in pratica. Non conosco nessun linguaggio di programmazione, tutto quello che so, sono alcune piccole cose su Windows. Questo significa essere geni? No. Io non so fare niente. Patchou sa fare qualcosa. Io no. Quello che so fare io, chiunque può farlo, non ci vuole nessuna abilità speciale.
Serve solo pazienza.
Non è come disegnare o dipingere. Quella è una abilità in massima parte innata, si può esercitare quanto si vuole, ma se non si sa disegnare, non si sa disegnare, punto. Io non so disegnare, tra l'altro.
Per quanto riguarda lo studio, io non ritengo di fare niente di straordinario, sto interi pomeriggi sui libri come molte persone che conosco, studio e ripeto come fanno tutti gli studenti. Che cosa faccio di straordinario? Lo faccio in meno tempo di altri? E allora? C'è anche gente che lo fa in meno tempo di me.
E per quale motivo allora io non posso avere un dubbio, un momento di smarrimento, un problema, incappare in un errore, che subito si grida all'evento straordinario?
E per quale motivo poi non posso parlare dei miei dubbi o dei miei problemi, perchè qualcuno ne ha di peggiori?
Ho l'impressione che tutti da me si aspettino molto, tanto, forse anche troppo. La realtà è un'altra. Odio tutte queste aspettative, così come odio essere considerato quello che capisce e che se non capisce lui, allora rinunciamo; quello che sa come si fa, e se non sa lui come si fa, inutile provarci. Non voglio che nessuno si senta in colpa per questi discorsi che faccio, non sono certo un disegno o una chiacchierata su WLM a farmi venire in testa questi pensieri. Era da molto che ce li avevo dentro, e da molto che ne dovevo parlare.
Non sentitevi in colpa davvero, non è un rimprovero né una critica. Anzi vi ringrazio, perchè avevo proprio bisogno di sfogarmi. Davvero.
Grazie allo Zio, e grazie a Lily, che mi hanno fatto tirare fuori sti problemi che ogni tanto mi giravano in testa, ma che non si decidevano ad uscire.
E mo sono fuori, e guai se li vedo rientrare.