Pronti all''effetto domino?

Ci sono. Ancora.

Non ho scritto niente per molto, lo so, e mi dispiace. Avrei voluto continuare a scriveree le solite cose. Che la scuola mi ha stufato, che mi sento solo, le solite baggianate che butto giù. Avrei voluto scrivere delle mie disavventure col mondo femminile. Non ho potuto, non ne ho avuto il tempo. Cosa c'entra col domino? Avete presente la mia vita? Il mio mondo attuale, così com'è. Sono tante piccole cose, tanti pezzi del domino, messi in piedi uno dietro l'altro a formare una lunga fila, ed ogni giorno che passa se ne aggiunge qualcuno. Ecco, vedete quel dito sulla destra? Quel dito ha toccato un pezzo del domino, ed ora si è scatenato un effetto a catena devastante. Non sono più io quello che mi fissa dallo specchio, c'è una specie di zombie con le occhiaie, gli occhi arrossati e un'espressione distrutta, che deambula per casa senza meta, nell'apatia assoluta. E passa ore senza accorgersene a fissare il muro, o il soffitto, o una mattonella del pavimento. Poi d'improvviso si rende conto che non sta facendo niente, e cerca di mettersi a studiare, come faceva sempre, e dopo un po' si ritrova di nuovo al punto di partenza. E questa cosa succede di continuo, anche a scuola, anche durante il compito di matematica o quello di Italiano. Succede. E si ritrova a piangere ed a consumare scatole e scatole di fazzoletti, un po' per il raffreddore che non lo abbandona mai, un po' perchè non sa dove sbattere la testa. Il muro l'ha sperimentato tante volte. Il legno dell'armadio anche. Ora è il turno delle finestre in vetro. No, quel tipo ridotto così devo proprio essere io. E a volte vorrei prendere l'ascia che sta di sotto e sfasciare qualunque cosa mi capita a tiro, brandendola in ampi movimenti per affondarla dentro la tv, o contro qualche mobile antico che non ha senso di stare dove sta. E poi prenderei a martellate le vetrine con tutti i bicchieri e le bomboniere che ci sono dentro, fracassando tutto in mille pezzi, urlando come un ossesso. E poi, una volta che intorno a me avrei distrutto lo stato attuale delle cose, stanco, mi siederei da qualche parte a fissare di nuovo il vuoto. Con la mente l'ho già fatto più di una volta. E immaginando ogni frammento di cristallo saltare via, mentre spacco ogni cosa, e le scheggie di legno cadere a terra, assieme ai pezzi di porcellana dei soprammobili ed ai pezzi di plastica della tv. Ma non lo faccio. Devo mantenere i nervi sotto il mio controllo con tutto me stesso, perchè la volta buona che li lascio scappare so che potrei essere pericoloso. Forse non fisicamente, ma di sicuro psicologicamente, per il malcapitato che me li avrà fatti saltare. E intanto, con tutti sti pensieri incasinati e più grossi di me, e che non posso scrivere qua, mi sono perso anche l'eclissi di luna. Bella merda. Ho bisogno di un abbraccio sincero, e di sfogarmi. Ma come al solito, chiedo troppo.