Forse ho già affrontato questo argomento sul blog. Ma non lo ricordo. Siccome ho bisogno di sfogarmi, e non scrivo niente da un bel po’, ecco come cogliere due piccioni con una fava.
Venite a scoprire con me il meraviglioso mondo del NO!.
Continue reading ‘NO!’
E’ incresibile quante cose si possano notare per puro caso. Oggi in treno discutevo con un mio amico, e ho realizzato che avevo un’altra mezza badilata di roba da scrivere sulla psicologia femminile per quanto riguarda lo studio. E indovinate un po’? Lo faccio.
Voglio scrivere un maledetto post. Ne ho iniziati 4. Non riesco a finirne neanche uno. Ho 4 bozze e non sono riuscito a pubblicare niente. PERHE’ NON CE LA FACCIO?
Eh, avevo detto che avrei cercato di essere più produttivo sul blog. Promessa non mantenuta.
Oppure sì?
Sono reduce da otto ore di sonno dopo un ultimo dell’anno tra amici.
Ora è il primo gennaio 2009, e credo sia anche ora di scrivere qualcosa sul blog.
Quale miglior modo di passare il sabato sera, se non scrivendo qualcosa sul blog?
Era ironico, eh.
Sabato mattina. Ore 9:13. Stazione ferroviaria.
Che fine ho fatto? E cosa ci faccio in un posto come questo il sabato mattina?
Forse vi ricordate di me, ero solito scrivere cose su questo sito. Non si trattava sempre di cose allegre, ma ultimamente non avevo niente di troppo deprinente da comunicare al mondo.
Ora sto andando a studiare coi miei colleghi duri come il metallo, per preparare l’esame parziale di fisica di lunedì, e questa volta sono seriamente preoccupato.
Non mi sono mai trovato ad un’interrogazione o ad un compito senza essere pronto, così come non ho mai tentato un esame senza averci passato sopra tempo sufficiente a sentirmi preparato.
Questa volta è diverso: la sparizione del tempo di cui scrivevo sul treno solo qualche giorno fa, ha seriamente compromesso la sessione di studio. Questa volta ho un solo fine settimana per studiare fisica da zero. Ho degli ottimi tutor, ma ciò non toglie che il tempo a disposizione sia molto risicato. Non si può studiare mezzo programma in due giorni, ne sono perfettamente cosciente, quindi l’obiettivo di questa sessione di studio non sarà capire la fisica, ma allenarsi a fare gli esercizi per passare l’esame.
Non è la cosa giusta da fare, ma considerando il mio interesse verso la materia prossimo allo zero, il modo di spiegare del professore, e la scarsità di tempo a disposizione, è l’unica situazione praticabile.
In fondo mi piace risolvere problemi, ed una volta che ho tra le mani i pezzi che mi servono, un modo per rimetterli insieme lo trovo. In questo caso però mi manca una vagonata di formule necessarie per risolvere i problemi. Alcune, molto poche, possono essere ricavate con un po’ di ragionamento, ma le altre bisogna saperle, e non c’è abbastanza tempo per impararle.
Lunedì dovrò fare quindi affidamento sullo spazio libero sul retro della calcolatrice scientifica, dove piazzerò quante più formule possibile.
Questo significa che nel caso fossi per qualche motivo impossibilitato ad utilizzare il suddetto formulario, difficilmente riuscirei a prendere più di due punti. Che sono un po’ pochini.
Diciamo che questa volta dovrò affidarmi ciecamente alla mia buona stella. Non posso lamentarmi del suo operato complessivamente, ma non so se sia abbastanza preparata da reggere un intero compito e farmelo superare con un qualunque voto.
Si si, proprio qualunque. Si tratterebbe davvero di culo stratosferico anche un 15 risicato, quindi non mi permetterei mai di fare lo schizzinoso.
In fondo, sarebbe come fare un terno al lotto, e non andare a ritirare la vincita.
[Articolo pubblicato in ritardo, per mancanza di tempo]
Una volta (uhm, mi sa che era pure parecchietto tempo fa), su topolino ricordo di aver letto una storia in cui gli abitanti di un altro pianeta si rendevano conto della sparizione di alcuni momenti, che non avvenivano per nulla. Tutto iniziò quando sul finire di un anno, la gente che stava facendo il conto alla rovescia si rese conto che era sparito un secondo. La cosa proseguì con la sparizione di intervalli di tempo sempre maggiori, come l’intero secondo tempo di una partita di calcio.
Quello che mi sta succedendo è molto simile: mi rendo conto che manca del tempo al totale che dovrei vivere. Esco di casa tutti i giorni alle 7:45 e non sono più padrone del mio tempo fino alle 18:00, o alle 19:00. Ma la cosa è anche abbastanza più grave: mi mancano all’appello 5 giornate alla settimana, un numero abbastanza importante.
Non solo, al ritorno sono anche decisamente e comprensibilmente stanco, e per questo non ho la forza nè la voglia di fare qualcosa. Sia essa dedicarmi ad uno dei miei innumerevoli progetti lasciati a metà o scrivere un articolo sul blog. O magari studiare. Anche Messenger Italia è diventato un obbligo, un peso da portare dietro giorno dopo giorno, come impegno non scritto preso con i visitatori. Così, visto che dopo una giornata passata a studiare in università dovrei (in linea teorica) mettermi a studiare qualcosa per i 4 esoneri che stanno sopraggiungendo, e visto che anche con tutta la forza di volontà che ho sempre avuto questa cosa non mi riesce, il risultato è che non solo non faccio quello che vorrei, ma neanche quello che dovrei. Da quì la decisione di massimizzare gli spazi morti della giornata tentando almeno di scrivere qualcosa sul blog.
Questo articolo inaugura la sezione dei corti: articoli scritti sull’iphone nel tempo vuoto che mi resta, in treno e alla stazione.
Essenzialmente penso che si tratterà di riassunti della mia vita, o di brevi argomenti di cui mi prende voglia di parlare. Non aspettatevi articoli sulla psicologia femminile, o trattati di informatica: non penso che un viaggetto in treno mi dia tempo sufficiente di scrivere qualcosa del genere. E se questo articolo è illeggibile perché mancante di accenti, significa che WordPress per iPhone è ancora da migliorare.
Per aver vinto 5 a 4 il sondaggio del blog, l’argomento di questo articolo sarà la psicologia femminile. La carenza di articoli fino ad oggi è da imputarsi al fatto che non avrei potuto scrivere un altro articolo di argomento diverso rispetto a quello votato dal sondaggio, e che non ero ancora ispirato per scrivere questo. Comunque, vediamo cosa ne esce. Ah sì, sono le quattro, quindi abbiate pazienza per quello che sarà il risultato finale.
Finalmente Sharp-E è stato reso compatibile con Windows Vista, e quindi ho potuto installarlo anche sul fisso, trasformandolo nella mia shell predefinita. Ecco com’è il mio desktop ora, cliccate qua. Con questo programma l’ambiente Windows diventa più bello, più funzionale ed anche più performante. Se però non ci si perde un po’ di tempo dietro, c’è il rischio di trovarsi disorientati davanti alle varie impostazioni possibili.
Questo post è una panoramica su Sharp-E, spiega a cosa serve, e poi entra più in dettaglio, mostrando come modificare Sharp-E per adattarlo a tutte le nostre esigenze. Questa guida è stata scritta in modo chiaro e semplice, ed anche un tappo di bottiglia dovrebbe essere in grado di comprenderla.


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